L’Associazione Spondé

Il termine greco spondé significa libagione: sacrificio offerto per sancire l’esito positivo di una trattativa di pace.
I convenuti si porgevano l’un l’altro la coppa colma della libagione, impegnandosi reciprocamente al rispetto delle regole condivise ed all’effettivo superamento del conflitto e delle ostilità.

L’Associazione nasce nel 2014 con riferimento alla esperienza professionale di Maria Pia Giuffrida, già dirigente generale del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e Presidente dell’Osservatorio permanente sulla giustizia riparativa e mediazione penale, istituito presso il DAP, dal 2002 al 2012 e oggi mediatore esperto in programmi di giustizia riparativa e formatore iscritto all’elenco del Ministero della Giustizia.

Al piccolo numero di soci fondatori (4) si sono uniti in questi anni numerosi operatori (43) formati quali mediatori esperti in programmi di giustizia riparativa e formatori ovvero quali operatori specializzati nell’ascolto e accoglienza delle persone vittime di reato, che condividono il significato profondo di una cultura di pace e di ri – costruzione di relazioni significative.

Il disegno progettuale Casa del diritto e della mediazione trae origine dalla constatazione del crescente bisogno di sicurezza, della lentezza del sistema giustizia e dell’urgenza di trovare luoghi e spazi di parola e di ascolto per tutti coloro che si sentono e sono “vittime” in linea con le risoluzioni e direttive del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite e le norme nazionali e dal convincimento che il paradigma retributivo e il paradigma trattamentale, sono scarsamente efficaci se non si valorizza la prospettiva riparativa che volge lo sguardo agli effetti che il crimine ha prodotto nella vittima e nella Comunità.

Il progetto complessivo
si sviluppa su tre ambiti di intervento

1

Promozione di interventi in favore dei diritti delle persone vittime di reato

L’associazione attiva processi e partenariati tesi ad aprire e gestire Servizi generalisti di assistenza alle vittime di reato ai sensi degli artt. 8 e 9 della direttiva 2012/29/UE del Parlamento e del Consiglio Europeo, con l’intento di definire modelli di intervento efficaci e replicabili. Gli operatori di Spondé adeguatamente formati all’ascolto delle persone vittime sono oggi impegnati negli sportelli generalisti di Viterbo, Velletri e Palermo.

2

Promozione di programmi di giustizia riparativa e di mediazione penale

Il modello di Centro di giustizia riparativa sviluppato negli anni da Spondé nelle varie sedi ha permesso di maturare un’ampia esperienza e costruire una significativa casistica nell’ambito dell’esecuzione penale con riferimento sia al sistema minorile che al sistema penitenziario degli adulti e al sistema delle misure alternative e di Comunità. I mediatori di Spondé sono oggi pronti ad assumere un ruolo competente negli istituendi Centri previsti dal D.lgs. 150/22.
L’Associazione promuove altresì iniziative tese alla soluzione dei conflitti in ambito scolastico e comunitario.

3

Centro di formazione e di documentazione

L’associazione organizza ed eroga corsi di sensibilizzazione e di formazione e ogni altra iniziativa tesa a diffondere la cultura del rispetto delle vittime di reato e la cultura della giustizia riparativa. Ha formato negli anni numerosi mediatori penali iscritti all’elenco ministeriale. Questa attività Assume una valenza trasversale rispetto agli altri assi, garantendo credibilità scientifica alla Casa del diritto e della mediazione.


Tutte le attività e le progettualità sviluppate negli anni dall’Associazione sono in linea
  • con  la Direttiva di Strasburgo (2012/29/UE) che afferma che “Un reato non è solo un torto alla società ma anche una  violazione dei diritti individuali delle vittime che devono pertanto essere riconosciute e trattate in maniera rispettosa, sensibile e professionale in tutti i contatti con i servizi di assistenza alle vittime o di giustizia riparativa o con un’autorità competente operante nell’ambito del procedimento penale”
  • con i contenuti della Disciplina organica della Giustizia riparativa contenuta nel Decreto legislativo n. 150 del 10 ottobre 2022 che definisce la Giustizia riparativa e regola il suo svolgimento. “Giustizia riparativa: è ogni programma che consente alla vittima, alla persona indicata come autore dell’offesa e ad altri soggetti appartenenti alla comunità di partecipare liberamente, in modo consensuale, attivo e volontario, alla risoluzione delle questioni derivanti dal reato, con l’aiuto di un terzo imparziale, adeguatamente formato, denominato mediatore”.
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