Casa del diritto e della mediazione


AKSUM: il sicomoro sacro, ai piedi del quale si riuniscono gli abitanti per partecipare alla vita comune e per risolvere le controversie.


Il disegno progettuale nasce dal convincimento che il paradigma retributivo, e il paradigma trattamentale, sono scarsamente efficaci se non si valorizza la prospettiva riparativa che volge lo sguardo agli effetti che il crimine ha prodotto nella vittima e nella Comunità.

Da qui l’importanza di un intervento, complessivamente coerente, che accompagni coloro che hanno commesso un crimine a “riparare”, come già enunciato dai Principi base delle Nazioni Unite nei quali si attribuisce alla giustizia riparativa, tra l’altro, il compito di “…corrispondere ai bisogni individuali e collettivi e alle responsabilità delle parti così da raggiungere la reintegrazione della vittima e del reo”.

Il progetto è in linea la Direttiva di Strasburgo (2012/29/UE) che afferma che “Un reato non è solo un torto alla società ma anche una violazione dei diritti individuali delle vittime …”  e che richiama l’importanza di creare luoghi di ascolto e accoglienza per le vittima e la possibilità di ricorrere a “servizi di giustizia riparativa,…che possono essere di grande beneficio per le vittime, ma richiedono garanzie volte ad evitare la vittimizzazione secondaria e ripetuta, l’intimidazione e le ritorsioni”.

Per il significato di Giustizia riparativa si fa riferimento, nell’intero progetto, alla Dichiarazione di Vienna del 2000 e ai Principi Base sull’uso dei programmi di giustizia riparativa nell’ambito penale (Economic and Social Council delle Nazioni Unite no. 15/2002) che sottolinneano come “gli interventi di giustizia riparativa diano la possibilità alle vittime di ottenere una riparazione, di sentirsi più sicure e di trovare una tranquillità, e permette altresì ai delinquenti di prendere coscienza delle cause e degli effetti del loro comportamento e di assumersi le loro responsabilità in maniera costruttiva, aiutando anche le comunità a comprendere le cause profonde della criminalità e a promuovere azioni per un maggiore benessere e per la prevenzione della criminalità”.

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