Servizi generalisti di assistenza alle vittime

I servizi offrono un luogo e spazio di parola e di ascolto, dedicato e professionale, a tutti coloro che si sentono e/o sono vittime di un reato, indipendentemente dal fatto che essi abbiano presentato una denuncia o che esista un procedimento giudiziario.


Nel definire l’impianto complessivo il modello generalista proposto da Spondé e già realizzato a Viterbo (A.Vi.Re – Sportello vittime di reato) fa riferimento alla Direttiva 2012/29/UE del 25 ottobre 2012 che definisce le norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e richiama gli Stati membri a dare impulso ad azioni che rafforzino i diritti, il sostegno e la tutela delle vittime di reato sul piano normativo, regolamentare e operativo.

A CHI SI RIVOLGE

Il Servizio si rivolge a soggetti minori e adulti, uomini e donne, italiani e stranieri.

Il Servizio definisce suo impegno centrale lo sviluppo di  ogni iniziativa di tutela delle vittime con particolare riferimento a quelle maggiormente esposte a rischio di vittimizzazione secondaria o ripetuta e delle “vittime con esigenze specifiche”, persone particolarmente vulnerabili o in situazioni che le espongano particolarmente a un rischio elevato di danno.

ORGANIZZAZIONE E METODOLOGIA

Il Servizio è organizzato su base multidisciplinare.
Il Servizio offre informazioni e consulenza alle Istituzioni e agli operatori dei servizi pubblici o del privato sociale, con cui stabilirà un raccordo che può essere formalizzato, ove occorra, con specifiche intese e protocolli.

Il Servizio propone in sintesi:

  • accoglienza e ascolto privilegiato
  • informazioni, consigli e aiuto in materia di diritti delle vittime
  • sostegno emotivo e psicologico
  • accompagnamento sociale
  • orientamento verso altri servizi professionali

Il Servizio assicura:
la gratuità delle prestazioni, la confidenzialità, il rispetto per l’autonomia della vittima, la presa in carico globale e pluridisciplinare, il lavoro di rete con i servizi e le Istituzioni pubbliche presenti sul territorio.
La metodologia adottata da tutti gli operatori del Servizio privilegia, sin dal primo incontro, è in altri termini un ascolto partecipato, non direttivo e non giudicante, che restituisce la parola alla vittima, incentivando la capacità della persona ad esprimere i propri bisogni, ad esternare le proprie emozioni, ad essere attore delle proprie scelte.
La capacità di accoglienza da parte dell’operatore è strumento principe del servizio che si intende offrire alla vittima, riconoscendola nella sua individualità e nella singolarità della sua storia.

Torna su