spendé va a lisbona

SPONDÉ VA A LISBONA

Una settimana di formazione per esplorare le pratiche di giustizia riparativa e i metodi di sostegno alle persone vittime di reato

Lisbona, 14-18 marzo 2022

Dopo due lunghi anni passati quasi interamente dietro a uno schermo, stretti in quadratini angusti e sfiniti dietro ad un audio che ancora una volta non funziona, o ad una connessione lenta, si è tornati finalmente a scambiarsi idee in presenza. A Lisbona, nella terza settimana di marzo ha preso avvio il progetto “PROTECT: Exchanging good practises on Restorative Justice and promoting the victims’ rights protection” che focalizza il suo intervento sulle pratiche di difesa e promozione dei diritti delle persone vittime di reato, in una cornice di riferimento che rimane quella della giustizia riparativa.

Partner del progetto, insieme a Spondé che partecipa per l’Italia, sono il Belgio, con l’associazione MEDIANTE, l’European Forum for Restorative Justice e il Victim Support Europe; la Spagna, con l’Università di Barcellona; la Germania, con l’associazione Waage e il Portogallo, con l’Associazione portoghese di supporto alle vittime – APAV.

La prima settimana di formazione è stata organizzata proprio dal partner europeo, APAV, e si è svolta presso il Museu do Oriente, nella affascinante e accogliente cornice della città di Lisbona. L’Associazione portoghese di supporto alle vittime è stata affiancata, durante la settimana, dalla voce del coordinamento europeo dei servizi per le vittime (Victim Support Europe), presente nella persona del Direttore (Leven Altan) e della responsabile per le politiche (Carol Damiani).

Stimolante e ricca è stata l’ampiezza dei temi trattati: in apertura, nella prima giornata, è stata analizzata la direttiva sulle vittime e la raccomandazione sulla giustizia riparativa, a cui è seguita un’analisi dell’applicazione di tali fonti normative internazionali nel diritto interno portoghese e nelle prassi dei servizi per le vittime dell’APAV. Il primo pomeriggio di lavoro si è concluso poi con un caso di studio finalizzato alla valutazione e al riconoscimento dei bisogni delle persone vittime. Anche nella seconda giornata di formazione, mercoledì 16, la vittima è stata posta al centro della discussione, attraverso l’analisi dell’impatto del reato e delle possibili reazioni e conseguenze che questo evento può comportare. Questi contenuti sono stati condivisi attraverso delle lezioni frontali, accompagnate da presentazione di casi e da alcuni momenti di condivisione di esperienze e di scambio di prassi. La terza giornata, poi, ha visto come protagonista l’European Forum for Restorative Justice (EFRJ), che ha permesso di allargare il campo della discussione dalla persona vittima e dai suoi bisogni alla cornice più ampia della Giustizia riparativa. L’entrata in scena delle tematiche riparative ha, quindi, portato nell’aula un cambiamento di setting (con la disposizione delle sedie a piccoli cerchi, ad esempio), favorendo una maggiore interazione tra i partecipanti al progetto e creando un clima meno “accademico”. Venerdì 18, quarto e ultimo giorno di formazione, l’APAV ha aperto al gruppo la sua sede per permetterne la visita, accompagnata dal racconto della loro esperienza nel paese come unica associazione che offre supporto alle persone vittime di reato.

Il primo incontro di formazione del progetto PROTECT ha posto le basi per un cammino di scambio e di confronto proficuo e generoso, in un clima di certa disponibilità alla collaborazione e alla condivisione di prassi ed esperienze, in linea con le cornici teoriche e legislative di ciascun paese. Si vorrà fare tesoro di questo nella prossima formazione, provando anche a condurre lo scambio in un contesto di maggiore “vicinanza” e minore formalità, provando (forse, se possibile) a far entrare nell’aula l’universo emotivo dei partecipanti.     

L’esperienza di Lisbona è stata anche – soprattutto – un momento di profonda coesione e di armonico supporto reciproco tra gli operatori di Spondé presenti: le diverse competenze di ciascuno hanno reso possibile una partecipazione attiva e, a tutti gli effetti, “corale”. Ne è nata un’unione, non solo di saperi ma in primo luogo di persone, che sentono di poter apportare un contributo che nasce da una ben definita cornice formativa comune.

Nel complesso, le tematiche affrontate e le discussioni che ne sono derivate hanno fatto nascere un confronto – sia all’interno del gruppo Spondé, che con gli altri partecipanti – circa l’idoneità e le possibilità dei diversi approcci di Giustizia riparativa (umanistico o pragmatico). Un ulteriore confronto è scaturito dalla terza giornata di formazione, durante la quale è stato introdotto il tema della Giustizia riparativa come possibile cura al trauma derivante dal reato subito. Molte le domande, ancora aperte, che ne sono nate. La Giustizia riparativa può davvero contribuire al processo della cura del trauma? E se sì, con quali strumenti? Quali sono i presidi per evitare che la Giustizia riparativa si trasformi in una rivittimizzazione o in una vittimizzazione secondaria?

Ci avviciniamo con questi ed altri quesiti alla seconda settimana di formazione del progetto che si terrà a Viterbo dal 27 al 30 settembre durante la quale Spondé e Mediante alterneranno le loro voci.

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